Frulez – Bari

Vorrei farvi la lista dei migliori piatti di Frulez.
Vorrei, ma non posso.
Perché con molta probabilità quando starete leggendo questa recensione il menù sarà già cambiato. È normale, per un posto che si affida solo ad ingredienti freschi di stagione. Già questo dovrebbe aiutarvi a capire la particolarità di questo locale.
Essì signori miei, perché in una società monotona che si attesta sui soliti piatti quali la pizza, la pasta al sugo e la carne arrosto con contorno di patatine precotte, l’idea di mangiare maiale e pesche gialle con vinaigrette al mango può apparire tanto strana quanto affascinante, perciò fate largo alla curiosità e passate da Frulez, almeno per spiare le novità del menù. E non dite che non vi capita mai di passare da quelle parti, perché stiamo parlando di Piazza Umberto.
Ricordo bene la prima volta in cui sono andato: ordinai Lella, arancia carota e mela centrifugate davanti ai miei occhi. Ottimo.
Ricordo anche la seconda volta in cui andai, presi il frullato Corinne, con fragole, ananas, cocco e cioccolato in scaglie. Buono, anche se non all’altezza del centrifugato più fresco e più salutare.
Ricordo inoltre la terza volta in cui andai… sì insomma per farvela breve ricordo tutte le volte in cui sono andato, perché ogni volta ho provato qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso non solo dalla volta precedente, ma anche dalle solite proposte che i tanti locali della città offrono ma che non soddisfano mai a pieno. Di questa volta (la terza) ne parlerò più tardi perché fu quel giorno che conobbi la fede, rimanendo folgorato come San Paolo sulla strada di Damasco. Di questo aspetto blasphemy-friendly ne parleremo più tardi.
Andiamo avanti con le altre esperienze, raccontandovi com’è una giornata-tipo (anzi, un pranzo-tipo) in questo locale: all’ingresso si viene investiti da una leggera brezza proveniente dal banco frigo delle bevande sulla sinistra, davanti a sé c’è il lungo bancone con la cassa del bar, i dolci da prima colazione (muffin e croissant uber alles), e la zona di preparazione bevande, dal caffè semplice a quello shakerato, dagli infusi caldi ai tè freddi, dai cocktail ai centrifugati fino ad arrivare agli smoothies, ossia i frullati. Proprio lì a fianco ci sono dei grossi cesti che contengono la frutta di stagione con cui preparare le bevande, ed una notevole scorta di zenzero, un tocco di stile e di salute che non guasta mai. Proseguendo a destra si incontrano gli scaffali di prodotti biologici (dalla pasta alle marmellate) e i primi tavoli a cui sedersi. Ci si può sedere anche al bancone davanti la vetrina, su cui sono poggiati anche i principali quotidiani da sfogliare gratuitamente ma occhio: d’estate quel bancone si riscalda come la Golf nera scassata di mio zio. Superato un lungo tavolo stile mensa si incontra un altro bancone con i piatti del giorno e le insalate. È qui che si forma la fila per la seconda cassa, quella del punto ristoro. Una volta fatto lo scontrino vi danno una targhetta numerata da portare con voi al tavolo, cosa non tanto diversa da quanto accade al mcdonald’s quando il vostro panino non è pronto (eresia, ho citato il mcdonald’s, che Gordon Ramsay abbia pietà di me!)
Nel frattempo servitevi da soli per gustarvi un delizioso bicchiere di acqua (?!?), troverete 4 brocche: una con solo acqua, una con lo zenzero, una col cetriolo e una con le fette di arancia o limone.
Se siete arrivati a questo punto vuol dire che avete già passato la parte più difficile: scegliere cosa mangiare. Il menù è pieno di simboli che indicano piatti vegani, vegetariani, senza lattosio o biologico. Se siete più aperti di mente non fatevi mancare i Frulez Wraps, una versione arrotolata della tipica piadina con prosciutto cotto e avocado o prosciutto crudo e melone (menù variabile a seconda del giorno, troverete il cartello e un piatto esposto nel bancone). Oppure le varie insalate, accompagnabili con panini acquistabili a parte. Con gli stessi panini fanno le frise e le bruschette (tagliano il panino a metà quindi ogni piatto ne prevede due), a questo proposito consiglio il pasce spada affumicato con yogurt, cetriolo, lattuga e pomodoro. L’accostamento è ottimo anche se ho trovato difficoltà a mangiarlo, in parte perché gli ingredienti vengono sovrapposti sulla fetta di pane come una montagnetta, in parte perché lo yogurt inevitabilmente colerà un po’. La cosa si risolve usando forchetta e coltello, ma la mia religione non me lo permette (in compenso nella mia religione è permesso lavarsi le mani prima, durante e dopo i pasti e grazie al cielo i bagni di Frulez sono puliti)
C’è anche il Frulez Burger, ma su questo piatto mi ci soffermerò più tardi, ora voglio accennarvi brevemente l’insalata con bresaola primosale e melone, con vinaigrette al cantalupo che ne esalta il sapore. Buonissimo. E scusate se è poco. Parliamo ora di suo cugino: l’insalata con pollo, fichi e chorizo. Vi ricordate quando vi ho parlato del mio incontro mistico e la mia conversione a Frulez? Ecco, parlavo di questo. Ve lo ripeto: Pollo, Fichi e Chorizo (salame spagnolo), coriandolo e pepe con dressing di confettura di fichi piccante. E naturalmente la misticanza, cioè il mix di foglie da insalata, comprese lattuga e rucola.
Ve lo ripeto, perché è molto importante che non lo dimentichiate: Pollo, fichi e chorizo.
Pollo fichi e chorizo.
Pollo fichi e chorizo.
Pollo fichi e chorizo, ve lo ripeto tipo seduta ipnotica.
Pollo fichi e chorizo.
Perché? Perché è buonissimo, perché sa essere dolce, salato, delicato, piccante, speziato, leggero. Perché è il perfetto crogiolo di ingredienti genuini che si accoppiano in un’armonia senza tempo, sono le ruote di un ingranaggio che funziona, solo il simbolo di una papilla gustativa unita, che decreta all’unanimità che questo piatto è dannatamente buono e va provato. È il simbolo della politica Frulez, ingredienti apparentemente lontani che si uniscono per dar vita ad un piatto tanto semplice quanto buono nella sua particolarità. Tutto questo per “soli” 7.50 euro.
Politica dei prezzi: questo argomento è piuttosto controverso, non per forza in negativo. A parità di euro ci si potrebbe trovare di fronte ad un piatto sostanzioso oppure ad un semplice spezzafame (fermo restando che i prezzi restano comunque leggermente sopra la media ma in termini di qualità/prezzo, e sottolineo QUALITA’, non sono pari a nessuno). Esempio: l’aperitivo Di Gusto contiene cruditè, frutta secca al curry, olive condite, ceci soffiati, taralli Calt, 2 spiedini di frutta con formaggi e salumi e assaggi di pane piano (cioè due frise poco più piccole di quelle cui vi ho già accennato, una con mozzarella di bufala e capocollo e l’altra con pesce spada yogurt ecc…) considerate che se prendeste il tipico piatto con 2 frise paghereste 5/6 euro, questo aperitivo invece ne costa solo 5! Discorso opposto per il Frulez Veg Burger: uno si aspetta un bel piatto American Style, invece arriva un piattino con l’hamburger di soia, cetriolo in agrodolce e spuma di melanzane nascoste nel solito panino da 60 grammi. Il piatto è buono, ma è molto piccolo e sazia poco se lo confrontate con le insalate che costano solo 1.50 euro in più (giusto per darvi qualche numero: l’insalata verde parte dai 4 euro, le più composte come Pollo/fichi/chorizo costano 7.50, i filetti di carne 8.50, il Veg Burger costa invece 6).
Sia ben chiaro, non sono esperto di prezzi dei prodotti, nessuno in famiglia fa il fruttivendolo. Per intenderci, se uno mi dicesse “ehi pask, lo sai che questa settimana i finocchi stanno a soli 2 euro al chilo?” io risponderei con un “grazie, ma preferisco le Ucraine sulla provinciale per Rutigliano anche se costano di più”, salvo poi comprendere l’equivoco e riparare malamente con un “ma che cosa hai capito, io parlavo delle Pere Ucraine… le famose pere ucraine… sì…già…”. Già, le pere ucraine. Parliamone. (Magari un’altra volta).
L’utilizzo di prodotti semplici per piatti particolari manda in tilt i clienti più giovani: ho visto diverse mamme preoccupate dalla difficoltà dei figli di scegliere un piatto che potesse incontrare i loro gusti. Mi rendo conto che il tabulè con ceci e alici marinate possa far storcere i loro nasini pseudo-snob, ma una bruschetta e qualche fetta di mozzarella sono molto meglio della solita pasta al sugo proposta dal menù bimbo presente nei ristoranti ordinari. Boh, scusate per la polemica, sarà che ai miei tempi gli schiaffi di papà erano abbastanza persuasivi e avrei persino masticato i gessetti del biliardo tipo Fantozzi.
Dulcis in fundo: al contadino non faL sapeLe… come è buona la bLioche cioccolato e mele. Scusate per questo finto proverbio cinese ma volevo fare la rima.
Gran finale: la tovaglietta di carta est omnis divisa in partes tres (dai, tutti abbiamo fatto quella traduzione del De Bello Gallico almeno una volta nella vita). Dicevo: la tovaglietta di carta si divide in tre parti: la prima racconta qualche curiosità su un frutto/ortaggio di stagione, a luglio per esempio parlavano dell’importanza del cetriolo e di quanto faccia bene (e qui mi fermo perché sennò inizio a fare battute idiote a doppio senso). La terza parte va strappata e piegata seguendo le istruzioni della seconda parte, a luglio si poteva fare un origami a forma di granchio: prima erano ranocchie, domani chissà.

 

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Commento di Simonella


Ricordandovi che quelli di Frulez non ci hanno pagato per questa recensione, vorrei un attimo spendere una parola in più sul loro market che generalmente è la parte più snobbata dei vari ristoranti/pub ma che in realtà può offrire piacevolissime sorprese. Hanno il riso biodinamico della Padania! Quello rosa! Quello che mi porta mio fratello quando torna dal Pavese! Quello dei migliori risotti che mi so mangiata a casa! Il biodinamico magari è più una filosofia di vita che una garanzia di bontà perchè magari il sapore diverso del riso può anche non piacere, ma almeno si sfrutta il territorio proteggendolo e facendo cose buone. Per capire quello che sto dicendo proporrei di aprire una nuova pagina del vostro browser, aprire su google e ricercare "agricoltura biodinamica". Ecco, apriamo la nostra conoscenza a qualcosa che non ci appartiene, informiamoci! Questo è quello che mi piace di Frulez, una voglia di far conoscere qualcosa di nuovo, di diverso, ma in una maniera poco invadente e del tutto spontanea. E poi, la chicca delle chicche: vogliamo parlare della stecca di cioccolata che non è divisa nei classici quadratini tutti uguali, ma in quadratini di dimesione diversa e c'è scritto quante calorie ha quello specifico ritaglio? Se siete a dieta ad esempio, vi staccate il quadratino da 10 Kal, se invece siete da carenza di affetto, vi calate quella da 50, che sarà ovviamente più grossa, e tutto questo in perfetta consapevolezza!! Ma non è una genialata? E queste cose solo da frulez le trovate, ma non è una figata sto posto? Provate e poi ci dite, magari in apparenza può sembrarvi un luogo snobbissimo ma poi vi renderete che mangiare sano è alla portata di tutti...

PROCONTRO
Pro: acqua e coperto a costo zero, personale giovane e gentile, piatti poco ordinari, ingredienti freschissimi, cucina a vistaContro: prezzi un po’ alti per alcuni piatti (scordatevi le solite marche di prodotti, se avete figli caricateli prima di schiaffi)
Voto
75%

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Indirizzo: Piazza Umberto I, 14-15 70121 Bari
Sito web: http://www.frulez.it/
Telefono: 080 523 9827
Telefono 2: Non Disponibile
Note:

2 Comments

  1. Paoletta says:

    Per colpa vostra adesso ho una gran voglia di andare in questo locale che sembra davvero fantastico!!! cioè un posto in cui i pezzetti di cioccolata hanno scritto le kcal contenenti per me ha gia’ vinto in partenza.
    Da come me lo avete descritto non credo mi deluderà comunque vi ringrazio di avermi illuminato dato che max non mi riferisce mai di sti posti fighissimi.
    Vi farò sapere della mia avventura!

  2. marina says:

    Grazie per il commento positivo alle tovagliette, è bello saper di aver attirato, anche se per un attimo, l’attenzione dei passanti. A volte mi chiedo se chi mangia ha davvero il tempo di leggere o mettersi a fare origami, poi leggo i blog e tiro un sospiro di sollievo, c’è ancora tempo per meravigliarsi.

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